| Francofonte |
|
| Storia - Le città in provincia di Siracusa |
|
Francofonte sorse nel feudo Borgesia, prima chiamato Bufilda, nella contrada Vaijasinni (o Vaijasindi).
Dunque il toponimo fonte franco troverebbe giustificazione se riferito alla “Fontana Grande”, nel vallone al confine fra Chadra e Bufilda, e conferma nel fatto che l'aggregato rurale Vaijasindi (poi Francofonte) fosse un borgo franco, così caratterizzato oltre che per la comune utenza dell'acqua e del ponte (detto anche Francoponte), esente da diritti di pedaggio, anche per il diritto di borgesia.
Quando il Re Martino, tolse i feudi di Chadra e Francofonte ai ribelli Alagona e de Lamia, e li concesse entrambi a Berengario Cruyllas si costruirono due chiese: Santa Venera, che diede l'impulso alla formazione del primo quartiere chiamato matrice, e Spirito Santo. Francofonte, vide aumentare costantemente la sua popolazione diventando uno dei centri più prosperi della Sicilia sud-orientale.
La campagna s'incrementa di masserie e si costruiscono mulini, palmenti e frantoi. Scompare la pastorizia e prende il sopravvento la coltura del grano, della canapa, del lino, del riso, dell'ulivo e della vite. Inseguito la coltura degli agrumi, gran realtà dell'economia di Francofonte cominciò a diffondersi e s’iniziò a selezionare e coltivare il tarocco, arancia che proprio in questa zona ebbe le proprie origini. Da allora l'agrumicoltura praticata a Francofonte si è soprattutto sviluppata e specializzata nella produzione del tarocco, che è il frutto principe da tavola.
Archivio A.P.T. Siracusa |

















