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il medioevo numerosi popoli e dinastie provenienti da oriente ed occidente
si succedettero: dai Bizantini agli Arabi, dai Normanni agli Spagnoli,
passando per gli Svevi. I segni, lasciati da ciascuno di questi passaggi
vivono negli strati di molti edifici dell'isola d'Ortigia, a causa dei
continui adattamenti delle culture che, incrociandosi, hanno caratterizzato
la forma attuale della città.
Dopo
la dominazione Romana
Il
declino dell'impero romano segnò per Siracusa un periodo d'intensa
ripresa. Dopo l'annessione all'impero bizantino, la Sicilia attraversò
un periodo di pace fino alle prime incursioni degli arabi (saraceni).
Alla
lingua latina, che era stata imposta, si affiancò spontaneamente
l'antica lingua ellenica, come da tradizione. Fiorirono la cultura e le
arti e molti antichi edifici furono rinnovati e adattati al nuovo culto.
È il caso del Tempio d'Athena, che divenne presto una basilica
cristiana: l'attuale Duomo di Siracusa.
Il
tempio di Athena attuale Duomo + Foto.
Nel
636, Siracusa fu nuovamente capitale della Sicilia, ma questo
non significò un miglioramento delle condizioni anzi,
il nuovo imperatore Costante II fu autore d'innumerevoli scempi
e di crudeli persecuzioni.
Cacciato
Costante II, la Sicilia cadde in mano agli Arabi. L'assedio
durò molti mesi e le incredibili sofferenze e privazioni
dei difensori furono ricordate in una dettagliata lettera, oggi
documento storico di grande valore, di uno dei sopravvissuti:
il monaco Teodosio. Il porto della città divenne allora
uno dei più frequentati del mediterraneo e il commercio
visse un'età aurea. Tuttavia oggi non rimangono tracce
del passaggio islamico a Siracusa, se si esclude qualche reperto
archeologico custodito nel museo Paolo Orsi.
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Dai Normanni agli Spagnoli: i palazzi e le
fortificazioni.
I
Normanni, succeduti agli Arabi intorno al 1090, diedero un nuovo impulso
all'edilizia sacra, restituendo al culto cristiano le chiese che i mussulmani
avevano stravolto e abbattendo le moschee che nel frattempo erano state
edificate. Anche le chiese di S. Giovanni Evangelista e quella
di S. Lucia al Sepolcro, sorte sotto la dominazione bizantina e
devastate dagli arabi, furono ripristinate per il culto.
Gli
Svevi con Federico II, subentrati un secolo dopo ai Normanni, si dedicarono
all'opera di fortificazione di Siracusa. Edificato dai bizantini, il Castello
Maniace, fu modificato a fortezza quale baluardo a difesa dell'accesso
al Porto Grande e a residenza reale. Ancor oggi è splendente dopo
il restauro e fa la sua bella figura sulla punta estrema dell'isola
d'Ortigia.
Con
la dinastia degli Aragonesi, di provenienza spagnola, si edificarono
alcuni dei palazzi nobiliari più belli e rappresentativi di Siracusa,
tra cui il Palazzo Montalto, splendido simbolo dell'architettura
trecentesca e il Palazzo della Camera Reginale, vicino Piazza Archimede,
in Ortigia, di cui oggi rimane solo un affascinante portale gotico. Qui
ebbe sede prima la Camera Reginale e poi il Senato. Nel XVII secolo, il
Senato fu spostato nella piazza del Duomo, in un palazzo costruito dall'architetto
Vermexio, siracusano d'origini spagnole. Il palazzo ( che porta
come firma dell'architetto una piccola lucertola posta sul cornicione,
in alto a sinistra) è tuttora integro nella sua magnificenza barocca
ed è sede del Municipio siracusano. In esso si può ammirare
la splendida "carrozza del Senato". La città, designata
capitale, difese le coste meridionali del Regno d'Aragona dagli
attacchi esterni. Per questo ruolo fu dichiarata "piazza d'armi", costringendo
i suoi abitanti a trasferirsi nelle zone limitrofe.
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