Il parco archeologico della Neapolis di Siracusa Stampa
Itinerari e storia

La Neapolis sorse come l’ultimo dei quartieri dell’antica Siracusa greca. Negli anni ’50, i resti dei suoi monumenti furono racchiusi in un parco archeologico. L’area comprende il teatro greco nel quale annualmente, a cura dell’Istituto nazionale del dramma antico, sono rappresentate tragedie e commedie greche seguite sempre da un pubblico attento e numeroso.

 


Vi si trovano anche numerose altre testimonianze storiche archeologiche di rilievo, come l’anfiteatro romano, anticamente utilizzato per gli spettacoli dei gladiatori e più avanti l’ara di Ierone II, monumento costruito per volere dell’omonimo tiranno.



A fianco del parco, si trovano i resti di un’antica necropoli greca, all’interno della quale si suppone, vi sia la tomba del matematico siracusano Archimede ucciso dai romani nel 202 a.C. dopo la caduta di Siracusa.




Alle spalle del Teatro greco, nella Latomia del paradiso, scavata al centro del colle Temenite, si trova una grotta artificiale che il Caravaggio intitolò “Orecchio di Dionisio” per via delle particolari proprietà acustiche di cui è dotata. Sempre nella Latomia è scavata un’altra grotta, chiamata “grotta dei cordari”, perché era utilizzata dagli artigiani locali per produrre manualmente cordame.

 

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